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Il blog de "La Voce dell' Ostiense"

12 febbraio 2008
L’angolo della memoria: Quando ad Ostiense cadevano le bombe
Memo

Quando si parla di bombardamenti su Roma nel 1943 la memoria corre subito a quello tremendo del 19 luglio che distrusse il quartiere di San Lorenzo e il nodo ferroviario corrispondente. Pochi si ricordano invece dei numerosi bombardamenti che nell’inverno colpirono Ostiense e Garbatella. Il primo risale al 28 dicembre di sessantacinque anni or sono: aerei americani spezzonarono con ordigni incendiari la zona della Garbatella e di Tormarancio (via Rosa Raimondi Garibaldi e via Guglielmo Massaia. Crollò una palazzina e si registrarono nove morti, più quattro donne decedute per un crollo a Tormarancio. Morti e feriti anche in via delle Sette Chiese).
Ma i bombardamenti più duri dei quadrimotori della 12° Air Force (i tristemente famosi B17) si verificarono il 14 febbraio e il 3 marzo del ’44 e colpirono in pieno il quartiere Ostiense.
Nel primo caso ci fu un’incursione di  quasi due ore sullo scalo ferroviario e le bombe caddero anche su via Pigafetta. Ma la vera, deliberata e ingiustificata strage di civili fu compiuta quel giorno sui Mercati generali dove trenta persone restarono uccise dai colpi delle mitragliatrici dei bombardieri. Spezzoni caddero anche su Via del Gazometro, all’altezza della chiesa di San Benedetto, proprio all’ora dell’uscita dalla messa. Tra i morti vi fu anche il direttore tecnico della Romana Gas, ingegner Pollicina.
Il disastro maggiore fu provocato però dal bombardamento del 3 marzo 1944: 600 morti e più di mille feriti. Dalle 11 alle 12 e trenta, 120 bombardieri martellarono la ferrovia e con essa il quartiere Ostiense. Ancora una volta caddero bombe su via del Gazometro e distrussero totalmente la Chiesa e la Tipografia Atena dove morirono tutti i dipendenti. Altri ordigni colpirono il cimitero degli acattolici a Porta San Paolo e sul piazzale furono distrutte tre vetture tranviarie, per fortuna abbandonate in tempo.  In Via Ostiense crollarono i palazzi ai numeri civici 11, 19, 29, 32, 36a e 36b (praticamente tutti quelli ai lati della via, prima del ponte ferroviario). Trentacinque bombe piovvero su Via Marco Polo (allora si chiamava Adolf Hitler) e altre su via Pellegrino Matteucci. Un incendio devastò i depositi dei Mercati generali e fu distrutto lo stabilimento di Arti grafiche Salomone (dove ora sorge l’Abitart Hotel). Gli impianti chiave della Romana Gas furono letteralmente spazzati via da ventidue bombe ad alto potenziale e il gas tornò nelle case dei romani soltanto a giugno, poco prima dell’arrivo degli alleati.    
L’ultimo bombardamento fu effettuato il 7 di marzo e raggiunse ancora Ostiense e Garbatella. Colpiti i palazzi di Via dei Conciatori e di nuovo quelli di via Pellegrino Matteucci. Distrutti i locali della Società di specchi e decorazioni Squartanti e un’autopompa dei vigili. I pompieri (giunti dalla caserma di via Genova) se la cavarono con ferite più o meno lievi, non così decine di abitanti della Garbatella, in specie quelli del Lotto 41 e quelli dell’edificio di piazza Eugenio Biffi, dove alloggiavano profughi fuggiti da Gaeta e Aprilia. In quell’occasione morirono molti bambini. Ad effettuare il bombardamento furono di nuovo gli aerei della 12° ed esattamente quelli del 301° Bombardment Group.
Oggi, aspettando in Via Ostiense l’autobus 23 in direzione Lungotevere, prima del Piazzale, basta alzare gli occhi sul palazzo di fronte per vedere ancora i fori provocati dalle schegge di quelle bombe. D’altra parte i magazzini che si trovavano dove ora sorge il palazzo che ospita  il salone della Renault  (Via Giulietti) furono totalmente distrutti.


Fonte: Gianni Rivolta, I ribelli di Testaccio, Ostiense e Garbatella, ed. Cara Garbatella




permalink | inviato da voceostiense il 12/2/2008 alle 9:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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