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Il blog de "La Voce dell' Ostiense"

12 febbraio 2008
Pensierini: La memoria della morte
Sono numerosi i giorni della memoria, quelli fissati sul calendario e quelli che non lo sono, anche se forse dovrebbero esserci. Pensavo nei giorni scorsi a queste date: il 27 gennaio, ricordo dello sterminio degli ebrei nei campi di annientamento nazisti e il 10 febbraio ricordo degli istriani morti nelle foibe. Ma altre ricorrenze mancano. Quelle per il milione di armeni massacrati dai turchi, per  i due milioni  di vittime nella Cambogia di Pol Pot, per gli uccisi, i torturati, le violentate nelle recenti guerre bosniache, e oggi nelle faide etniche dei paesi africani. Ma è pur vero che  il genocidio degli ebrei è stato il  più atroce: sei milioni di uomini, donne, vecchi e bambini massacrati scientificamente, bruciati nei forni, su immense pire o seppelliti in cataste. Non morirono soltanto ebrei, perché ci fu, negli stessi campi, la strage dei rom, degli omosessuali, degli handicappati, dei politici, dei prigionieri di guerra. Quello che impressiona ancora non è soltanto il numero delle vittime, ma il fatto che gli assassini avessero il sangue di Keplero,  di Goethe, di Beethoven, di Mozart, di Thomas Mann. Impressiona il genocidio organizzato a tavolino, freddamente, burocraticamente, come una qualsiasi operazione industriale. E il tutto sulla base di alcune idee completamente folli: quelle contenute in un libro, il Main Kamp di Adolf Hitler.

                                                                                                                                    Cip.  




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12 febbraio 2008
politica interna
Il sogno smarrito del governo di Centrosinistra
Andrea Scaramuzza

 

La seduta del senato di giovedì 24 gennaio ha sancito che Romano Prodi non è più alla guida del Governo. La seconda legislazione del centrosinistra è finita. E’necessaria però un’analisi di ciò che questa crisi ha causato e causa, guardando non solo a ciò che è stato fatto, ma soprattutto a quello che ormai non si farà più. Usiamo, per il primo punto,  l’intervista dell’Unità a Guglielmo Epifani, segretario della CGIL, che ricorda come il governo abbia agito positivamente su vari fronti, in particolar modo per ciò che riguarda welfare, sicurezza sul lavoro, precarietà, immigrazione, liberalizzazioni, evasione fiscale e politica estera.  Non basta: il governo Prodi ha permesso un forte rientro di quel debito pubblico, che grava da anni sul Paese, ha permesso che la lotta all’evasione fiscale desse ottimi risultati, ha avviato a soluzione i problemi di bilancio nel quadro di una rigorosa politica di lungo respiro. Ma le vicende personali di un Ministro inquisito gli hanno impedito di continuare.

Cosa è rimasto incompiuto, sul tavolo, oppure che cosa è ora in forse, visto che l’iter di un gran numero di leggi  è rimasto incompiuto, che mancano i dispositivi di attuazione e che ora vengono meno tutte le  possibilità di renderle attive? Se la proposta sul conflitto di interessi resta ferma alla Commissione parlamentare dove il centrosinistra l’aveva da tempo presentata, non si farà  sicuramente la riforma della Rai e ovviamente la legge sulle unioni di fatto. Forse la Tav riuscirà a passare, ma ritardi catastrofici o blocchi definitivi si avranno per quello che riguarda le normative su pensioni, occupazione, ammortizzatori sociali, sicurezza sul lavoro (morti bianche), sanità, ordini professionali, mutui, recupero dei centri storici, ordinamento giudiziario, riforma della scuola superiore, intercettazioni, ecc. problemi tutti intorno ai quali lavorava il Governo Prodi e per la maggior parte dei casi era in dirittura d’arrivo. Questo elenco non lo abbiamo fatto noi, ma si trova, in dettaglio, su due intere pagine del Sole 24 Ore (28 gennaio u.s.), organo della Confindustria.

È vero però, che anche tenendo presenti questi dati, ciò che va sottolineato è non tanto la “bontà” o meno del Centrosinistra, o la “cattiveria” del Centrodestra, ma l’impossibilità di terminare un programma da parte di una maggioranza decisa dal popolo, chiamata a risolvere i problemi del Paese. Eppure la cosa più importante sembra ad alcuni festeggiare oggi la sconfitta della maggioranza a mortadella e champagne, come fosse crollata una dittatura. Loro mortadella e champagne. Speriamo che agli italiani non tocchino i fichi secchi.




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